scheda allenamento

Scheda allenamento a casa: schede pronte e progressione

Donna che segue una scheda di allenamento a casa davanti al laptop
Foto di Shixart1985 su Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Per la maggior parte delle persone la risposta è una sola: full-body, tre giorni a settimana, sempre gli stessi giorni. Questo schema colpisce ogni gruppo muscolare due o tre volte, rientra nelle raccomandazioni ufficiali e regge anche nelle settimane più incasinate. Più avanti, quando tre sedute sono diventate automatiche, ha senso passare a una split su quattro giorni. Trovi entrambe le schede pronte in tabella qui sotto.

La guida generale su come iniziare ad allenarsi in casa la trovi nel pillar sull’allenamento a casa. Qui il tema è diverso e più stretto: il calendario. Come si costruisce una scheda che funziona, quali esercizi mettere in quali giorni, con quante serie e ripetizioni, e come farla evolvere senza comprare attrezzi. Ogni esercizio rimanda all’articolo del suo gruppo muscolare, dove trovi la tecnica nel dettaglio.

Foto di Shixart1985 su Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Cosa rende buona una scheda a casa

Una scheda non è una lista di esercizi messi in fila. È un calendario con una logica: frequenza giusta, abbastanza recupero, e un modo per aumentare la difficoltà nel tempo. Se manca uno di questi tre pezzi, dopo qualche settimana ti fermi senza capire perché.

Frequenza: due giorni è il minimo, tre è il punto giusto

Partiamo dal numero che conta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda per gli adulti, oltre all’attività aerobica, esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni a settimana. Due sedute ti mettono già in regola. Tre danno un margine comodo e ti permettono di colpire ogni gruppo più di una volta.

Perché insisto su “più di una volta”? Perché la frequenza per muscolo conta sul risultato. Una meta-analisi di Brad Schoenfeld pubblicata su Sports Medicine ha confrontato gli studi disponibili e ha trovato che allenare un gruppo muscolare due volte a settimana produce più crescita rispetto a una sola, a parità di volume totale. Tradotto in scheda: meglio spalmare il lavoro su più giorni che concentrare tutto in una seduta epica.

Full-body o split: dipende da quante sedute reggi

Le due grandi famiglie di schede sono il full-body, dove ogni seduta allena tutto il corpo, e la split, dove dividi il corpo in zone su giorni diversi.

Il full-body è la scelta giusta per chi parte. Con tre sedute total body ogni gruppo viene stimolato tre volte a settimana, in linea con quanto dice Schoenfeld, e se salti un giorno hai comunque allenato tutto nelle altre due. La split su quattro o cinque giorni ti dà più volume per ogni zona, ma funziona solo se quei giorni li tieni davvero. Se la split ti fa allenare il petto una volta sola e poi salti il giorno delle gambe, quel gruppo resta allenato zero volte. È il difetto classico delle split per chi ha una vita imprevedibile.

Serie, ripetizioni e sovraccarico progressivo senza pesi

Per costruire muscolo e tono con il corpo libero, l’intervallo pratico è 3 serie da 8 a 20 ripetizioni per esercizio, a seconda di quanto è difficile il movimento. Esercizi duri come i piegamenti completi stanno sul basso, esercizi più facili come il ponte stanno sull’alto.

Il punto critico, quello che quasi tutte le schede a casa sbagliano, è il sovraccarico progressivo. In palestra aggiungi un disco. A casa non puoi, quindi devi rendere il movimento più impegnativo in altri modi: rallentare la discesa, allungare la pausa in contrazione, ridurre i secondi di recupero, passare alle varianti su un arto solo. Senza questo, dopo un mese la scheda diventa semplice mantenimento e i progressi si fermano. Ci torno in dettaglio più avanti.

La conclusione, subito: full-body 3 giorni

Se vuoi smettere di leggere e iniziare oggi, prendi la scheda full-body qui sotto e tienila quattro settimane. Tre sedute, giorni alterni, per esempio lunedì, mercoledì, venerdì. Ogni seduta dura tra i venti e i trenta minuti, riscaldamento incluso.

Questo schema va bene per la grande maggioranza delle persone: chi riparte dopo anni di stop, chi non ha mai fatto pesi, chi ha poco tempo. La split arriva dopo, non prima. Partire con quattro giorni quando fatichi a tenerne due è il modo più rapido per mollare.

Come costruire la tua scheda passo per passo

Le schede pronte qui sotto funzionano per quasi tutti. Ma se vuoi adattarle ai tuoi obiettivi o agli esercizi che preferisci, ecco il metodo in cinque passaggi.

Passo 1: scegli i giorni e fissali

Decidi quanti giorni reggi davvero, non quanti vorresti. Per i più, tre. Poi assegnali a slot fissi della settimana e trattali come appuntamenti. Una scheda senza giorni fissi compete con tutto il resto della giornata, e di solito perde. Meglio tre giorni sempre uguali che cinque giorni “quando capita”.

Passo 2: copri tutti i gruppi muscolari

Una scheda sensata tocca gambe e glutei, petto, schiena e dorsali, spalle e braccia, e il core. Saltare un gruppo crea squilibri, e il più trascurato è quasi sempre la catena posteriore, cioè schiena e dorsali, perché chi sta seduto tutto il giorno la dimentica. Per ogni gruppo scegli uno o due esercizi, non di più all’inizio.

Passo 3: assegna serie e ripetizioni

Per ogni esercizio parti da 3 serie. Le ripetizioni dipendono dalla difficoltà: 8-12 per i movimenti duri, 12-20 per quelli leggeri. Se non riesci a fare almeno otto ripetizioni pulite, usa una variante facilitata. Se ne fai venti senza fatica, è troppo facile e devi passare alla variante più dura.

Passo 4: imposta i recuperi

Tra le serie, da 45 a 90 secondi. Più l’esercizio è impegnativo, più recuperi. Per la forza pura allunghi le pause, per il tono e la resistenza le accorci e tieni il battito più alto. È una delle leve che userai per progredire.

Passo 5: pianifica la progressione

Scrivi accanto a ogni esercizio non solo le ripetizioni di oggi, ma anche come renderlo più difficile la settimana prossima. Avere già deciso il passo successivo elimina l’indecisione e ti tiene sul percorso. Tieni traccia su carta o in un’app: vedere i numeri salire è già metà della motivazione.

Donna che esegue un plank a casa sul tappetino seguendo la scheda Foto di Shixart1985 su Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Scheda full-body 3 giorni per principianti

Questa è la scheda da cui partire. Tre sedute identiche nella struttura ma con esercizi alternati tra il giorno A, B e C, così ogni gruppo viene allenato tre volte a settimana senza ripetere sempre lo stesso movimento. Tutto a corpo libero, niente attrezzi. Per la tecnica di ogni esercizio segui il link al gruppo muscolare.

Giorno A

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Squat a corpo libero (gambe e glutei)312-1560 s
Piegamenti (pettorali)38-1260 s
Ponte glutei (glutei)315-2045 s
Plank (addominali)330-45 s45 s

Giorno B

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Affondo all’indietro (gambe e glutei)310-12 per gamba60 s
Superman (dorsali e schiena)312-1545 s
Dip su sedia (tricipiti)38-1260 s
Crunch (addominali)315-2045 s

Giorno C

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Squat lento (4 s in discesa) (gambe e glutei)310-1260 s
Piegamenti pike (spalle e pettorali)38-1060 s
Bird dog (schiena)310 per lato45 s
Mountain climber (addominali)330 s45 s

Tienila quattro settimane, poi aggiungi una serie a ciascun esercizio oppure passa alle varianti più difficili dei rispettivi articoli. Tra un giorno e l’altro lascia almeno 24 ore di stacco. Se una settimana riesci a fare solo due sedute su tre, va benissimo, fai A e B e riprendi la prossima volta.

Scheda split 4 giorni per intermedi

Quando la full-body è diventata routine e cerchi più volume per zona, puoi salire a quattro giorni dividendo il corpo in spinta, trazione, gambe e core. Questo schema funziona solo se tieni davvero quattro sedute fisse. Se la vita ti porta spesso a saltare, resta sul full-body: è più robusto.

Giorno 1, spinta (petto, spalle, tricipiti)

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Piegamenti (pettorali)48-1275 s
Piegamenti pike (spalle)38-1075 s
Dip su sedia (tricipiti)310-1260 s
Piegamenti diamante (tricipiti)36-1060 s

Giorno 2, trazione (schiena, dorsali)

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Superman (dorsali)412-1560 s
Rematore con zaino zavorrato (dorsali)310-1275 s
Bird dog (schiena)310 per lato45 s
Stacco a una gamba (schiena e glutei)310 per gamba60 s

Giorno 3, gambe e glutei

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Squat bulgaro (gambe e glutei)48-10 per gamba90 s
Affondo in camminata (gambe e glutei)312 per gamba75 s
Hip thrust su divano (glutei)410-1275 s
Abduzione laterale (glutei)315 per lato45 s

Giorno 4, core e cardio

EsercizioSerieRipetizioniRecupero
Plank (addominali)345-60 s45 s
Leg raise (addominali)312-1545 s
Plank laterale (addominali)330 s per lato45 s
Mountain climber (addominali)340 s45 s

Una distribuzione comoda è lunedì, martedì, giovedì, venerdì, con il fine settimana libero. Se vuoi inserire una componente per la perdita di peso, aggiungi venti minuti di camminata veloce nei giorni di stacco: nella guida su come dimagrire spiego perché il movimento di base conta più delle sedute intense per il bilancio calorico.

Donna che organizza l'allenamento a casa con lo smartphone Foto di Shixart1985 su Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Riscaldamento e defaticamento: non saltarli

Le tabelle sopra partono dal primo esercizio “vero”, ma intorno serve una cornice. Bastano pochi minuti e riducono il rischio di stiramenti banali che ti tengono fermo una settimana.

Per il riscaldamento, due o tre minuti per portare sangue ai muscoli: qualche rotazione delle spalle, slanci delle gambe, dieci squat lenti senza spingere, un po’ di corsa sul posto a ritmo blando. L’obiettivo è arrivare alla prima serie con il corpo già caldo, non partire a freddo.

A fine seduta, qualche allungamento leggero sui muscoli che hai lavorato, venti o trenta secondi a posizione senza forzare. Aiuta a sentirti meno rigido il giorno dopo. Sul respiro durante gli esercizi: espira nella fase di spinta, quella più faticosa, e inspira nella discesa. Trattenere il fiato sotto sforzo è un errore silenzioso ma comune nei piegamenti e negli squat.

Come progredire senza pesi

Questo è il cuore di una scheda che continua a funzionare. Senza progressione, qualunque tabella diventa mantenimento dopo poche settimane. Hai quattro leve, da usare in quest’ordine prima di pensare a un carico esterno.

La prima è aumentare le ripetizioni. Se la scheda dice 12 e arrivi comodo a 15, sali a 15 fisse, poi punta a 18. È la leva più semplice e va esaurita per prima.

La seconda è il tempo sotto tensione. Rallenta la fase di discesa: un piegamento eseguito in tre o quattro secondi in discesa è molto più impegnativo dello stesso fatto veloce. Aggiungi anche una pausa di un secondo nel punto di massima contrazione. Stesso esercizio, stesse ripetizioni, molto più stimolo.

La terza è ridurre il recupero. Se ti riposavi 90 secondi tra le serie, scendi a 60, poi a 45. Le serie diventano più dure perché parti più affaticato, e il battito resta più alto, utile se cerchi anche resistenza.

La quarta, quando le prime tre non bastano più, sono le varianti monopodaliche e a un braccio. Lo squat a una gamba, il piegamento archer, lo stacco su una gamba: spostare il carico su un solo arto raddoppia di fatto l’intensità senza aggiungere nulla. Solo dopo tutto questo ha senso uno zaino con dei libri sulle spalle per aggiungere peso.

La regola d’oro è cambiare una variabile alla volta e tenere la stessa scheda almeno quattro settimane. Cambiare tutto ogni settimana è uno degli errori più comuni, ne parlo tra poco.

Quanto tempo per vedere i risultati

Sii realista, perché le aspettative sbagliate fanno mollare più della fatica. La forza migliora prima di tutto: di solito nel giro di due o tre settimane sollevi più ripetizioni con meno fatica, e i secondi di plank salgono. I cambiamenti estetici visibili arrivano più tardi, in genere tra la quarta e l’ottava settimana di lavoro regolare.

Sull’abitudine in sé, i dati aiutano a calibrare la pazienza. Una meta-analisi del 2024 sulla formazione delle abitudini ha stimato un tempo mediano tra 59 e 66 giorni perché un comportamento di salute diventi automatico, con una variabilità enorme da persona a persona, da 4 a 335 giorni. Significa due cose. Primo: dai a te stesso almeno due mesi prima di giudicare la scheda. Secondo: saltare una seduta ogni tanto non rovina il processo, è il “tutto o niente” a essere pericoloso, non la singola giornata persa.

Errori comuni che annullano una scheda

Le schede falliscono quasi sempre per gli stessi motivi, e nessuno di questi ha a che fare con la scelta degli esercizi. Eccoli in ordine di gravità.

Nessuna progressione

È l’errore numero uno. Si ripetono per mesi 3 serie da 15 con il solo peso del corpo e ci si chiede perché non cambia niente. Il muscolo si è adattato e non ha più motivo di crescere. Usa le leve della sezione sopra: ripetizioni, tempo sotto tensione, recupero, varianti. La scheda deve restare un po’ difficile, sempre.

Saltare il recupero

Allenare gli stessi gruppi tutti i giorni è controproducente. Il muscolo non cresce mentre ti alleni, cresce nelle ore di riposo che seguono. Per questo le schede qui sopra mettono giorni di stacco tra le sedute. Anche il sonno fa parte dell’allenamento: dormire poco e allenarsi tanto è una ricetta per stancarsi e mollare.

Troppo volume all’inizio

L’entusiasmo del primo giorno porta a fare cinque esercizi da quattro serie. Il secondo giorno i muscoli urlano, il terzo si salta. Per le prime settimane meno è meglio: tre o quattro esercizi per seduta bastano. Chiudere con la sensazione di “potevo fare di più” è il dosaggio giusto, non un fallimento.

Cambiare scheda ogni settimana

C’è chi cambia programma di continuo, convinto che la varietà sia la chiave. È il contrario. Per sapere se una scheda funziona devi tenerla abbastanza a lungo da misurare i progressi, e quattro settimane è il minimo. Cambiare di continuo significa non dare mai al corpo uno stimolo costante e non avere dati su cosa sta funzionando. Scegline una, tienila, poi modifica una cosa alla volta.

Tieni traccia, anche solo su carta, di a che punto eri con la progressione tra una seduta e l’altra: nel lungo periodo è proprio la costanza la parte che fa la differenza su qualunque scheda. Trovi un confronto più ampio degli strumenti digitali nell’articolo sulle app per dimagrire e allenarsi.

Domande frequenti

Quanti giorni a settimana deve avere una scheda di allenamento a casa?
Per la maggior parte delle persone tre giorni a settimana di full-body sono il punto giusto. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni a settimana, quindi tre danno un buon margine. Lascia almeno un giorno di stacco tra una seduta e l'altra, perché il muscolo si adatta nel recupero.
Meglio una scheda full-body o una scheda split a casa?
Se parti da zero, full-body. Allenare tutto il corpo in ogni seduta significa colpire ogni gruppo due o tre volte a settimana, e una meta-analisi di Schoenfeld ha trovato che due stimoli settimanali per muscolo danno più crescita di uno solo. La split a quattro giorni ha senso più avanti, quando vuoi più volume per ogni zona e riesci a tenere quattro sedute fisse.
Come si progredisce in una scheda a casa senza pesi?
Hai quattro leve, in quest'ordine: aumenti le ripetizioni, rallenti la fase di discesa per alzare il tempo sotto tensione, riduci i secondi di recupero e infine passi alle varianti su una gamba o un braccio solo. Cambia una variabile alla volta e tieni la stessa scheda almeno quattro settimane prima di rivederla.

Chi ha scritto l'articolo

Sora

Recovery & mobility editor

Covers recovery, stretching, and mobility — the unglamorous part of training that keeps you moving without pain.